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By Meier Christian

In line with Hegel, "lo spirito europeo ha vissuto in Grecia los angeles sua gioventù". Oggi questa intuizione può essere corroborata da nuove acquisizioni della storia e dell'archeologia, che ci permettono di capire meglio che cosa davvero significhi l'eccezionalità della Grecia nella storia delle civiltà. Perché i greci riuscirono a dar vita a una cultura diversa da tutte le altre fiorite nel corso della storia. In Grecia fu una vasta cerchia di uomini liberi che, attraverso un complesso percorso storico, inaugurò libere forme di vita. "Cultura, libertà e democrazia" segue questo percorso, nelle sue varie fasi e nei suoi risvolti: gli aspetti politici e militari innanzitutto, a partire dal confronto con los angeles Persia e con Roma; e poi l. a. frammentazione e los angeles molteplicità delle città greche, da Atene a Sparta; l'alternarsi di democrazia e aristocrazia, di rivolte e tiranni. A questo percorso è strettamente intrecciato l'aspetto economico, con los angeles spinta dei commerci e los angeles colonizzazione del Mediterraneo. E va tenuto conto dell'intelaiatura specificamente culturale che ispirò questa evoluzione e al pace stesso le diede una forma e una consapevolezza: l'epica di Omero ed Esiodo, il rapporto con le divinità, l'importanza dei simposi e l. a. nascita della filosofia. In una fase di rivoluzione globale, ci suggerisce il libro di Christian Meier, comprendere le nostre radici profonde, i valori che hanno ispirato il percorso della civiltà prima greca e poi europea, è fondamentale.

Christian Meier (Stlop, Pomerania, 1929) è professore di storia antica nell’Università di Monaco di Baviera. È autore, tra gli altri, di l. a. nascita della categoria del politico in Grecia; L’identità del cittadino e l. a. democrazia in Grecia; Progresso. I concetti della politica; Atene; L’arte politica della tragedia greca. Con Garzanti ha pubblicato anche Giulio Cesare.

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Ricardo and the History of Japanese Economic Thought: A Selection of Ricardo Studies in Japan During the Interwar Period

David Ricardo’s theories have been brought in fragments in Japan after the Meiji recovery of 1868 and his paintings got here into prominence overdue compared to different significant thinkers figuring within the background of financial thought.

The booklet seeks to examine the reviews in Japan from the 12 months 1920 to the top of the Thirties – through the time ahead of the outbreak of the second one global warfare, while even the learn of classical economics grew to become tough. The e-book covers diverse features of his works and comprises parts that could be attention-grabbing to overseas or even eastern readers this present day with out inevitably coming less than the impact of Marx’s examining. It provides works on Ricardo which are at this time, totally unknown to the Ricardo students and extra mostly to the historians of monetary notion outdoors Japan.

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Mantik, Schicksal und Freiheit im Mittelalter

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Kritiker der Unsterblichkeitsdoktrin in Mittelalter und Renaissance

Die Destruktion der rationalen Psychologie als Doktrin ist, dem gangigen Urteil nach, das Verdienst von David Humes Essay Of the Immortality of the Soul und Immanuel Kants Kritik der reinen Vernunft. Hume und Kant stellen aber nur Hohepunkte einer Bewegung dar, deren Beginn wesentlich fruher anzusetzen ist. Die Frage nach der Unsterblichkeit der Seele gehorte in Mittelalter und Renaissance zu den meistdiskutierten und meistumkampften Themen. Die Studie stellt in detaillierten Analysen die damalige culture der methodologisch streng philosophischen Kritik an den Unsterblichkeitsbeweisen vor, die uber Heinrich von Harclay und Wilhelm von Ockham, Johannes Buridan und seine Schule (Peter von Ailly, Lorenz von Lindores, Heinrich Olting von Oyta, Marsilius von Inghen, Paul von Worczyn, Benedikt Hesse von Krakau, Biagio Pelacani von Parma) zu Pietro Pomponazzi fuhrt. Dabei wird auch eingegangen auf die Verbindungen Martin Luthers zu dieser culture. Die Darstellung des Einflusses dieser culture auf die deutsche Aufklarung schliesst die Studie ab. Ein umfangreicher Anhang bietet erstmalig zahlreiche aus den Handschriften erhobene Texte der genannten philosophischen Richtung, deren hier prazis nachgewiesenes kritisches capability fur ganze Epochen der Geistesgeschichte konstitutiv gewesen ist. Interessierte: Historiker der Philosophie des Mittelalters, der Renaissance und der Aufklarung.

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Per questa ragione, perché erano liberi, che quegli uomini poterono costituire una sicura protezione della città. E se anche – come si dice delle due sorelle – la patria fosse stata loro attribuita dal caso, dalla sorte: questo non significava forse che dovevano poterci anche vivere alla propria maniera? Ai greci piaceva pensare per contrasti e polarità: guerra e pace, vecchiaia e giovinezza, giorno e notte, terra e mare, greci e barbari, fattori opposti ma anche reciprocamente integrati. Perché dunque non anche: dominazione autoritaria qui e libertà là?

In tal modo anche lui, nonostante tutta la «continuità dell’evoluzione del mondo» di cui parla nello stesso contesto, avvicina dunque i greci molto di più all’Europa medievale e moderna che non all’Oriente. Oggi sappiamo molto più di Hegel e di Burckhardt sulle grandi civiltà monarchiche non solo dell’antico Oriente, ma anche per esempio dell’India, della Cina, dell’America centrale, esattamente come su quelle sviluppatesi negli ambiti territoriali degli arabi, dei persiani e degli osmani. Noi riguardiamo a quelle ricche esperienze con l’arroganza e la pretesa dominatrice dell’Europa e dei suoi discendenti e, anche quando non lo sappiamo con certezza, intuiamo comunque abbastanza della spietatezza – e della crudeltà – con cui l’Europa non solo saccheggiò, in parte sterminò e soggiogò altri popoli, ma li derubò anche delle basi civilizzatrici della loro esistenza.

E a cui i greci dell’Asia Minore hanno parte. 6. Europa e Asia nell’antichità Là dove, per inimicizia, si tracciano confini, quelli che vivono gli uni a ridosso degli altri sono spesso e volentieri costretti a distanziarsi: piccole differenze diventano grandi, e soprattutto sembra che, là dove c’erano solo diversità, debbano esplodere contrasti. Al posto dell’osmosi e della varietà, subentrano divisione e alternativa. Le sfumature cedono alle generalizzazioni. Non abbiamo elementi per pensare che i greci avessero ritenuto, in precedenza, di essere del tutto diversi dagli altri, dai barbari.

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